Immaginiamo di vivere in un posto dove la mafia comanda tutto in maniera incontrastata: chi lavora, chi può aprire un negozio, chi può perfino vivere tranquillo. Una tragedia, no? Beh, proprio per evitare che quest’incubo si trasformi in realtà, è nata Libera, un’associazione fondata nel 1995 da don Luigi Ciotti, un prete super ganzo che “a colpi” di legalità ha deciso di combattere la mafia e per questo ha ricevuto minacce pesantissime e vive sotto scorta.
Nonostante tutto, non molla e continua a girare per scuole, parrocchie e piazze per parlare soprattutto a noi giovani.
L’associazione Libera è una grande squadra di persone, che si impegnano per fermare la criminalità organizzata e costruire una società più onesta. Ci sono giovani, volontari, insegnanti, ragazzi, che hanno voglia di lasciare un segno ed essere protagonisti di un cambiamento. L’obiettivo è quello di far capire a tutti che le mafie non sono invincibili e che ognuno di noi può promuovere la cultura del dialogo e della non violenza.
Grazie all’impegno di Libera, è stata approvata la legge 109/96 che permette di convertire i beni confiscati alla mafia in strumenti di sviluppo per il territorio. Spieghiamo in maniera semplice e chiara: dopo la cattura del boss mafioso, il suo patrimonio viene sequestrato, cioè terreni, case e aziende vengono affidati a cooperative sociali, che trasformano questi luoghi in spazi di utilità pubblica, dando vita a ristoranti, agriturismi, centri culturali e aziende agricole, che valorizzano i prodotti del territorio e la comunità.
In riferimento al nostro territorio possiamo citare la Cooperativa Sociale Altereco di Cerignola, la quale gestisce “Terra Aut”, un bene confiscato alla criminalità organizzata e ha come finalità l’inclusione lavorativa e sociale di persone in condizioni di difficoltà. I prodotti di Altereco, creando opportunità di lavoro, offrono un aiuto concreto. Ricordiamo, inoltre, che lo scorso 9 gennaio è stato inaugurato il progetto “Pomodoro Revolution”, gestito dalla cooperativa Pietra di Scarto di Cerignola, con l’obiettivo di valorizzare il bene confiscato alla mafia situato in contrada Toro.
È un modo forte per dimostrare che la legalità può trionfare e che quei luoghi di paura possono diventare simboli di rinascita.
Libera è anche un’enorme rete di memoria: ogni anno, il 21 Marzo, organizza la Giornata della Memoria e dell’Impegno, un evento che ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie. È un momento super emozionante, che ci ricorda che il futuro è nostro e che non serve essere eroi per combattere, basta non girarsi dall’altra parte quando si vedono ingiustizie.
Articolo di Gaia Lorusso e Mastrodonato Paola, classe 2B, Liceo delle Scienze Umane, plesso Staffa, a.s. 2024/25
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