Eleganza in rosso: il nostro omaggio a Valentino

Lo stilista e creatore del brand di moda “Valentino”, che ha avuto per anni una grande influenza nell’industria dell’alta moda italiana e internazionale, ci ha sfortunatamente lasciati il 19 gennaio, all’età di ben 93 anni, consegnando alla storia creazioni che hanno segnato l’alta moda.

Valentino Garavani nacque l’11 maggio 1932 a Voghera, una piccola cittadina italiana. Da bambino passava ore ad osservare gli abiti femminili e come potevano cambiare con il movimento, l’atteggiamento e persino l’umore della persona che li indossava.
Suo padre era un commerciante di articoli elettrici all’ingrosso, mentre sua madre faceva la casalinga. Con l’arrivo della Seconda Guerra Mondiale la città in cui vivevano fu devastata dai bombardamenti, così all’età di diciassette anni Valentino si recò a Milano per frequentare un corso di figurinista e imparò anche il francese. Nel 1949 si trasferì a Parigi per studiare all’École de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne.
Lavorò come apprendista presso la casa di moda di Jacques Dessès per cinque anni e successivamente lavorò per due anni con Guy Laroche.
Nel 1957 tornò in Italia per aprire una sua casa di moda e nel 1959 aprì la sua prima boutique a Roma, in cui era già presente il suo marchio di fabbrica: il vestito rosso chiamato “Fiesta Dress” che sarà poi indossato da Jennifer Aniston nel 2004, ben 55 anni dopo. Scelse il rosso perché, da ragazzo, a Barcellona aveva visto una donna con un abito rosso, “unica e isolata nel suo splendore”: fu proprio lei la fonte di ispirazione per la creazione di quest’abito iconico.
Il supporto del padre venne meno e l’azienda entrò in crisi, ma al Café de Paris Valentino incontrò Giancarlo Giammetti, con il quale fondò la Maison Valentino.
Nel 1960, durante la première di Spartacus, Elizabeth Taylor si presentò con un vestito bianco acquistato alla Maison Valentino, diffondendo la voce che fosse lui lo stilista delle star di Hollywood.
Nel 1964 si recò a New York, dove Jacqueline Kennedy acquistò diversi abiti da lui e divenne sua amica. Per le nozze con Aristotele Onassis scelse un abito Valentino, rendendo lo stilista un simbolo di eleganza per le donne ricche.
Nel 1967 vinse il Neiman Marcus Award. Nel 1969 aprì la Maison a Milano e nel 1970 a New York, Roma, Tokyo e Parigi. Vestì numerose attrici famose e vincitrici del premio Oscar, tra cui Sophia Loren, Jessica Lange, Julia Roberts e Cate Blanchett. Nel 2008 si ritirò, poiché il mondo della moda stava cambiando in una direzione che non gli apparteneva più.

Lo stile di Valentino è basato su abiti classici che non seguono le tendenze, realizzati con tessuti pregiati di alta qualità come seta, chiffon, organza, velluto e pizzi raffinati. Nel suo stile sono molto importanti anche il drappeggio e il movimento, con abiti dalle pieghe morbide che donano leggerezza grazie anche ai movimenti della persona che li indossa. Vengono utilizzati ricami e dettagli artigianali, decorazioni fatte a mano ma mai eccessive, senza appesantire il capo. La bellezza dei suoi abiti risiede proprio nella loro eleganza discreta e non eccessivamente appariscente.
Il colore simbolo di Valentino è il rosso, utilizzato come simbolo di forza e passione, capace di rendere chi lo indossa immediatamente protagonista senza bisogno di decorazioni eccessive. Valentino criticava l’uso dei pantaloni da parte delle donne, sostenendo che le rendessero troppo maschili. Secondo lui la donna doveva essere femminile ed elegante. Con il passare degli anni, tuttavia, sia la moda che la società cambiarono drasticamente, ma nonostante ciò Valentino non modificò mai i principi del suo stile fino alla fine della sua carriera.

Durante il défilé realizzato lo scorso 24 gennaio nell’Auditorium dell’Istituto dell’Aquila, uno dei quadri principali della sfilata, intitolato “Red Icon”, è stato un omaggio a questo grande stilista. Una mini collezione di abiti nel celebre colore rosso Valentino ha sfilato tra luci e fiori rossi, trasmettendo ai presenti tutta l’eleganza e la femminilità che lo stilista ha saputo esprimere attraverso le sue creazioni.
Un tributo sentito e significativo, che ha ricordato come il genio di Valentino continui a vivere non solo nei grandi atelier dell’alta moda internazionale, ma anche nelle nuove generazioni che trovano nelle sue creazioni una fonte inesauribile di ispirazione. Il rosso Valentino, ancora una volta, si conferma simbolo eterno di eleganza, passione e bellezza senza tempo.

Articolo a cura di Rosa Miriam Delvecchio, 3M – indirizzo Produzioni Tessili e Sartoriali – plesso dell’Aquila, A.S. 2025-2026

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