Nella giornata di venerdì 15 maggio 2026, in largo Parlamento, a Trinitapoli, noi ragazzi dello Staffa abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a un incontro organizzato dalla Pro Loco, grazie alla professoressa Maria Grazia Miccoli, presidente di tale associazione e nostra docente di Italiano. L’evento a cui abbiamo preso parte si è rivelato molto più che la semplice presentazione di un libro per la qualità delle riflessioni proposte. L’evento, dedicato infatti alla presentazione del libro “Dei respinti. Metafisica degli scarti” di Matteo Losapio, ci ha coinvolti in una riflessione profonda sull’uomo, sulla società e sul valore di ciò, o di chi, spesso viene escluso o dimenticato o, addirittura, come sostiene don Matteo, “scartato”.
Ad accompagnarci in questo percorso sono stati la professoressa Miccoli, il professor Porcelluzzi, il Sindaco della città ed il parroco don Matteo, che hanno condotto il dibattito in maniera appassionata, riuscendo a creare un clima di confronto autentico.
Uno dei temi centrali dell’incontro è stato quello dell’esclusione sociale. Abbiamo discusso di come, nella società contemporanea, molte persone vengano considerate “scarti”: individui messi ai margini perché fragili, poveri, diversi o semplicemente incapaci di rispondere ai modelli imposti dal mondo moderno. Proprio da questa riflessione nasce il significato profondo del titolo del libro: una “metafisica” che invita a guardare oltre l’apparenza e a riconoscere dignità e valore anche in ciò che spesso viene ignorato.
Particolarmente interessante è stato il collegamento con Aristotele e la metafisica. Attraverso il pensiero filosofico abbiamo cercato di comprendere come l’uomo, fin dall’antichità, abbia sempre sentito il bisogno di interrogarsi sull’essere, sul senso della realtà e sulla ricerca della verità. La metafisica, infatti, non è stata presentata come qualcosa di distante o astratto, ma come una domanda ancora viva dentro ciascuno di noi: chi siamo? Qual è il nostro posto nel mondo? Che valore ha la vita umana? Don Matteo ha parlato di una metafisica non astratta ed ideale, ma di una metafisica pratica tesa a svelare alcune verità celate dietro modi di fare apparentemente innocui. E di qui è venuta fuori l’idea di scarto.
I relatori si sono soffermati molto a spiegare cosa significhi “scarto”. Don Matteo ha sottolineato come tutti noi siamo stati almeno una volta nella vita “scartati”: questo ci ha fatto comprendere quanto è importante capire il posto nel mondo di ognuno di noi e quando è essenziale praticare l’empatia.
L’incontro ci ha lasciato molte domande, ma anche una consapevolezza importante: la cultura non è soltanto studio teorico, ma uno strumento per leggere la realtà e diventare cittadini più sensibili e consapevoli.
Esperienze come questa dimostrano quanto sia importante creare spazi di dialogo tra scuola, istituzioni e comunità, perché solo attraverso il confronto è possibile crescere davvero, non solo dal punto di vista culturale, ma anche umano.
La presentazione de “Dei respinti. Metafisica degli scarti” è stata un’occasione per fermarsi a riflettere sul valore delle persone, sulla necessità di includere e sull’importanza di non lasciare indietro nessuno.
La proposta dell’accoglienza dell’altro attraverso la cultura dell’inclusione ha trovato pienamente d’accordo tutti noi che ascoltavamo in piazza.
Articolo a cura di Gaia Lo Russo – Classe 3B – Liceo delle Scienze Umane – A.S. 2025/2026
